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Ritorno a Vermicino, trent'anni dopo. Prevenzione e sicurezza sotto i nostri piedi

In onda Domenica 29 maggio 2011 alle 23.35

Pochi mesi fa 33 minatori cileni sono stati salvati da una sonda che è penetrata a 650 metri di profondità, dopo 65 giorni sotto terra.

Trent’anni fa il piccolo Alfredo Rampi non fu salvato dopo essere caduto in un pozzo profondo 80 metri a Vermicino, in provincia di Roma. Dalle campagne di Vermicino Cosmo parte per un viaggio tra i pericoli del territorio italiano e le nuove tecniche di sicurezza.

A pochi giorni dall’anniversario della tragedia di Alfredo Rampi che scosse l’Italia intera, mentre nei vari dibattiti ci si interroga ancora su quella che fu una “morte in diretta” di fronte a milioni di spettatori, parleremo in studio con alcuni dei protagonisti e dei testimoni oculari di quella vicenda: il vigile del fuoco Maurizio Bonardo, che si calò due volte nel pozzo, i giornalisti Giancarlo Santalmassi e Massimo Gamba, autore di “Vermicino. L’Italia nel pozzo”, ma anche Elvezio Galanti, della Protezione civile, per fare il punto sullo stato delle cose.

Sull’impegno per la prevenzione dei rischi parla anche Daniele Biondo, psicologo, vicepresidente del Centro Rampi, fondato dalla madre di Alfredino vent’anni fa, mentre Maurizio Costanzo dice la sua sull’aspetto mediatico della tragedia.

Che cosa è rimasto oggi di quei luoghi? Cosmo è tornato a Vermicino, 30 anni dopo, insieme allo stesso Gamba, per capire come andarono le cose.

Ma ci poniamo anche altre domande: oggi saremmo in grado di evitare quella tragedia? Saremmo in grado di salvare un bambino in un pozzo? O un paese da una frana? Siamo andati avanti con la tecnologia e con l'organizzazione della protezione civile?  

I documentari di Cosmo proveranno a spiegarlo: parlando con chi provò in ogni modo a salvare il piccolo Alfredo, come Tullio Bernabei, allora giovanissimo speleologo, e mettendo a confronto altri situazioni simili, come il caso di Kathy Fiscus, incredibilmente simile a quello di Vermicino ma avvenuto 30 anni prima, o come quello della miniera di San Josè in Cile. Silvia Bencivelli ha intervistando l’ingegnere italiano Stefano Massei, che ha lavorato nella spettacolare e riuscita operazione di salvataggio e ha parlato con il fisiologo Angelo Gemignani per scoprire le reazioni del corpo umano in condizioni estreme.

Com’è stata possibile l’impresa di soccorso in Cile? E perché lo Stato italiano non fu in grado di salvare Alfredino?

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